Intossicazione da metalli pesanti

26/07/2017

Hai sintomi che non riesci a spiegare, una malattia cronica che non riesci a debellare? Potresti avere un’intossicazione cronica da metalli pesanti.

L’OMS, organizzazione Mondiale della Sanità, afferma che:

  • il 25% delle malattie è secondario ad intossicazione da metalli tossici

  • con una mortalità del 24%

 

Questo significa che molte patologie potrebbero essere evitate monitorando la quantità di metalli pesanti nell’organismo, e molte patologie migliorate con una adeguata chelazione.

I metalli pesanti quali piombo, mercurio, arsenico, alluminio, cadmio, ecc.., non sono biodegradabili, sono praticamente indistruttibili, si depositano nell’ambiente e si accumulano in alcuni organismi (biomagnificazione dei pesci), si accumulano in alcuni organi (bioaccumulo), possono subire dei cambiamenti di stato che li rendono bio-disponibili, come il metil-mercurio. L’origine, ossia le fonti dell’intossicazione da metalli pesanti, possono essere naturali o il risultato di attività umane. Le fonti naturali possono essere le erosioni atmosferiche, le eruzioni vulcaniche, le falde acquifere (come per l’arsenico) gli incendi boschivi e la trasmissione tra madre e figlio (attraverso l’allattamento al seno).

 

Sintomi di alcuni metalli pesanti

Di seguito i sintomi da intossicazione da metalli pesanti:

  • Alluminio: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria.

  • Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.

  • Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.

  • Bario: ipertensione, paralisi.

  • Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.

  • Cadmio: malattia itai-itai, diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore.

  • Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare.

  • Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni. Emicranie croniche

  • Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica.

  • Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose.

  • Indio: danni al cuore, reni e fegato.

  • Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo.

  • Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato.

  • Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso.

  • Manganese: turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro.

  • Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al DNA.

  • Nichel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazioni allergiche della pelle.

  • Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose.

  • Platino: alterazioni del DNA, cancro, danni all'intestino e reni. Il platino è un metallo nobile, come l'oro, non è tossico, tanto è vero che si usa in odontoiatria e gioielleria.

  • Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno.

  • Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa.

  • Scandio: embolia polmonare, danni al fegato.

  • Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa.

  • Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore.

  • Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, per chi sopravvive al Tallio rimangono danni al sistema nervoso e paralisi.

  • Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare.

  • Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi.

  • Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni allo stomaco ed intestino.

  • Ittrio: altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato.                                                               

Tratto da wikipedia

Intossicazione da metalli pesanti: le fonti antropiche

  • vernici ( piombo, mercurio, cadmio)

  • insetticidi, fungicidi ( metil-mercurio, arsenico, cadmio)

  • utensili da cucina (alluminio)

  • prodotti di protezione del legno (arsenico)

  • disinfettanti ( mercurio, argento)

  • vaccini ( metil-mercurio, alluminio)

  • amalgami dentali (mercurio)

  • impianti elettrici (mercurio, arsenico)

  • autoveicoli (palladio, rodio)

  • industrie metallurgiche-fonderie (piombo, arsenico, alluminio, cobalto)

  • agricoltura (rame, arsenico, alluminio)

  • sistemi di smaltimento-rifiuti-inceneritori (mercurio, cadmio, piombo, arsenico)

Dove si accumulano i metalli pesanti?

Questo bio-accumulo nell’organismo può avvenire in vari distretti, quali il fegato, le ossa, il grasso, i reni e il cervello. L’incidenza sulla salute si tramuta in danni da intossicazione acuta da metalli pesanti, come il saturnismo, l’insufficienza renale, e la demenza. E ancora, in malformazioni neonatali e tumori, senza contare che ormai sembra certo il rischio di intossicazione da metalli pesanti cronica da danni di tipo epigenetico (ambiente), genetico ed enzimatico. Le tossicità da danno enzimatico portano neuro-tossicità (mercurio, piombo, arsenico, alluminio), nefro-tossicità (cadmio, piombo, mercurio), cardio-tossicità (mercurio, cadmio, piombo), tossicità ematica(piombo), tossicità gastrointestinale (piombo, cadmio, mercurio), allergie.

Come scoprire un’intossicazione da metalli pesanti?

Esistono test diagnostici sia per l’intossicazione da metalli pesanti sia cronica che acuta. Il sangue e le urine vengono utilizzati per le diagnosi acute, mentre i capelli per le diagnosi da intossicazione cronica.

Mineralogramma
L’ HAIR MINERAL ANALYSIS, o mineralogramma, è uno strumento utilizzato sin dagli anni settanta e riconosciuto come valido strumento per rilevare la quantità di metalli tossici che si vanno a depositare nei tessuti, riconosciuto ufficialmente dai principali organi di sorveglianza sanitaria. Infatti, nelle intossicazioni acute questi si trovano in primis nel sangue e nelle urine, ma con la cronicizzazione si è scoperto che bisogna rintracciare i metalli nei tessuti, poiché non sono più reperibili né nel sangue, né nelle urine. Con l’analisi spettro-fonometrica vengono individuati e conteggiati tutti quei minerali che si liberano dopo aver digerito e distrutto completamente la componente organica del capello. Ma perché i capelli? Questi sono un campione semplice da prelevare e non traumatico. La cellula è il luogo principale dell’organismo umano dove vengono utilizzati e immagazzinati tutti i minerali tra cui quelli tossici. Il capello è un materiale da biopsia stabile che non richiede particolari trattamenti e manipolazioni che potrebbero facilmente inquinare il campione. Nei capelli i livelli dei minerali sono circa dalle 10 alle 300 volte maggiori di quelli del sangue e questo consente di ottenerne la quantificazione con maggior accuratezza, anche di quei minerali presenti nel nostro organismo a bassissime concentrazioni (elementi traccia).

Come scoprire un'ipersensibilità o un'allergia ai metalli pesanti?

Esiste un test diagnostico che rileva l'ipersensibilità del proprio sistema immunitario ad un preciso metallo o a più metalli.

MELISA TEST

I soggetti ipersensibili ai metalli possono riscontrare numerosi sintomi associati al sistema immunitario iperattivo, quali stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari, deficit cognitivo, depressione, mal di testa, fibromialgia ed eruzioni cutanee. MELISA è un esame del sangue scientificamente provato e clinicamente validato, che diagnostica l’ipersensibilita’cellulare di tipo IV a diversi metalli, come ad esempio il mercurio, l’oro, il palladio e il titanio.

Perché usare MELISA?

L’esposizione a componenti metalliche presenti in otturazioni dentali e corone, impianti chirurgici, protesi articolari e inquinanti ambientali, puo’ causare problemi di salute in individui sensitivi, laddove si riscontrino reazioni allergiche. MELISA identifica il grado di predisposizione del paziente a soffrire degli effetti collaterali dell’ esposizione a metalli. Il test rivela quali metalli vengono tollerati dal sistema sistema immunitario e quali provocano una reazione immunitaria. Tali informazioni sono particolarmente utili anticipatamente ad un intervento chirurgico o dentistico, al fine di stabilire quali componenti verranno tollerati dall’organismo.

Alte percentuali di successo

Nell’ambito di uno studio clinico, il test MELISA e’ stato applicato su pazienti affetti da stanchezza cronica . In seguito alla rimozione di protesi dentarie contenenti metalli allergenici diagnosticate dal test, il 76% dei pazienti ha riscontrato un notevole miglioramento delle condizioni di salute.
Un ulteriore studio su pazienti affetti da malattie autoimmunitarie, dimostra come la rimozione di otturazioni dentarie evidenziate dal test MELISA abbia contribuito a un miglioramento del 71% dei soggetti testati.
In una successiva ricerca, il test Melisa e’ stato applicato per riscontrare l’allergia ai metalli su pazienti affetti da fibromialgia. In base agli esiti e alla conseguente diminuzione dell’esposizione a metalli problematici, la fibromialgia non risultava nella diagnosi della metà (il 50%) dei soggetti testati, mentre la restante meta’ riferiva un netto miglioramento dei sintomi.

Allergia versus tossicità

MELISA misura se il sistema immunitario reagisce a specifici metalli, non misura il livello dei metalli nell’organismo. Altri test, come l’analisi dei capelli, quantificano gli escreti o gli attuali livelli di mercurio o altre sostanze, ma questi, solitamente, si trovano al di sotto della soglia ufficiale di sicurezza. Per individui ipersensibili, non esiste una soglia specifica ; solo poche tracce di componenti metalliche possono causare sintomi di reattivita’del sistema immunitario.
Questa reazione persistera’ fino alla rimozione della fonte d’esposizione.

Allergia ai metalli e ortopedia

L’allergia ai metalli è un fattore ampiamente documentato in casi di fallimento delle protesi.
La necessita’di svolgere test allergologici in pazienti sensibili è riconosciuta sia da produttori di impianti che da medici chirurghi. La prevalenza di ipersensibilità ai metalli in pazienti con impianti è significativamente più alta rispetto alla popolazione generale, un tasso maggiore e’ riscontrato in pazienti con dispositivi di impianti in fallimento.  Gli studi rivelano che, per la diagnosi di possibili sensibilità ai metalli in pazienti con impianti, i test di trasformazione dei linfociti sono più idonei dei patch test tradizionali.  Le reazioni d’ ipersensibilita’ relative all’impianto sono mediate dalle cellule T sensibilizzate, e la relazione tra l’ipersensibilità della pelle e quella sistemica è definita vagamente.
La mancanza di standardizzazione, la valutazione soggettiva e le reazioni irritative contribuiscono a ridurre l’affidabilità del patch test.

MELISA è particolarmente utile nella diagnosi di allergia al titanio.

La clinica Mayo non ha riscontrato reazioni positive al titanio in oltre un decennio di patch test, nonostante i molti casi pubblicati riguardanti l’allergia al titanio. In uno studio del 2006, il test MELISA e’ stato applicato su 56 pazienti sintomatici esposti al titanio contenuto in impianti dentali.
Su 56 pazienti esaminati, 21 soggetti ( il 37,5%) risultavano positivi al titanio. Viceversa, il patch test applicato sugli stessi pazienti risultava negativo al componente. In seguito alla rimozione di protesi di titanio dei pazienti ipersensibili, si e’ riscontrato un notevole miglioramento clinico. È importante ricordare che tracce di metalli, come il nichel e l’alluminio, sono presenti anche nel titanio commercialmente puro, in seguito al processo di produzione

Terapie chelanti contro l’intossicazione da metalli pesanti

E in tal caso si può procedere alla chelazione tramite terapia con trasferimento frequenziale di principi attivi chelanti in acqua, senza utilizzare farmaci. La chelazione avviene velocemente e senza alcun effetto collaterale. Certo, a parte la chelazione di stati già patologici, la soluzione sarebbe sicuramente il procedere ad una bonifica ambientale, per diminuire l’inquinamento e il degrado ambientale che tutti noi subiamo, anche e soprattutto attraverso l’alimentazione.
Inoltre, ci sono studi recenti che ci indirizzano verso procedure semplici ed efficaci, a basso costo, senza rischi, applicabile su larga scala, con effetto sia di prevenzione che terapeutico, soprattutto nelle intossicazioni da metalli pesanti di tipo cronico, dove le terapie con i farmaci chelanti si sono rivelate inefficaci.

Chelazione con rimedi naturali

Esistono ottimi integratori naturali per la chelazione dai metalli pesanti. La natura ci offre molte piante e sostanze con proprietà chelante, qui ne elenco 3 tra le più efficaci:

1 Zeolite

2 Chlorella

3 Curcuma

Per avere più informazioni sulla chelazione con rimedi naturali contattatemi tramite il modulo contatti.

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